Un racconto/resoconto da l'Aquila

L'Assemblea nazionale a l'Aquila è finita, sono stati tre giorni straordinari, intensi, ricchi di emozioni, di racconti, di proposte, di condivisioni tra le donne della nostra Rete con le donne aquilane e altre di tutta l'Italia, donne giovani e meno giovani, donne che hanno portato l'esperienza di altre associazioni o semplicemente le loro storie, i loro desideri, i loro sogni.


Tre giorni così intensi che hanno ripagato di tutta la fatica fatta per organizzare quest'evento e che soprattutto hanno confermato come sia stato importante aver scelto l'Aquila come luogo dell'Assemblea.  "Un cantiere di idee tra i cantieri di cemento" ha titolato, parlando dell'Assemblea,  un giornale abruzzese nel raccontare questi tre giorni. Ed è stato proprio così perchè il desiderio/bisogno di ricostruzione delle donne aquilane della loro città bella e ferita si è intrecciato con il desiderio/bisogno di tutte noi di ricostruire, concretamente, a partire dall'etica, dalla partecipazione reale e propositiva, da un rivoluzionario cambiamento culturale.

E tutto ha avuto una sua logica, anche l'incontrarsi a l'Aquila mentre si andavano sviluppando gli eventi politici di questi giorni e la fine di un governo che proprio dal 6 aprile del 2009 aveva reso evidente la sua incapacità e la sua inettitudine; essere proprio lì quando B. si dimetteva, lì in mezzo a quelle ferite aperte e prese in giro, ridicolizzate... è stato di una potenza emotiva incredibile! Ed in particolare essere lì tra donne ci ha dato il segno dell'importanza del percorso di rete che stiamo  facendo e il peso che può  assumere la nostra analisi politica in questo momento per ricostruire il vivere civile.  Così come determinante è stato il lavoro delle donne aquilane in questi due anni e mezzo nel rivendicare il loro diritto di partecipare attivamente alla ricostruzione.

"Saranno le donne a salvare l'Italia dalla rovina?", è quello che si chiedeva qualche giorno fa Riccardo Lenzi su Il Fatto quotidiano, parlando della nostra Assemblea... noi rispondiamo che saranno uomini e donne a restituire all’Italia il senso dl rapporto tra etica ed economia  a partire dalle competenze e dai saperi delle donne!


La giornata di sabato della nostra Assemblea, durante la quale si sono svolte le attività dei gruppi di lavoro, si è svolta nei prefabbricati di Piazza d'Arti,, un luogo nuovo di l'Aquila, un luogo che è la testimonianza della ricostruzione, dove 17 associazioni aquilane hanno ritrovato uno spazio (Comunità XXIV Luglio, APTDH, AISM, Il Sicomoro, Legambiente, Ricostruire Insieme, Centro Internazionale Crocevia, Comitato Provinciale ARCI, Arci Servizio Civile, CircoloArci Querencia, Genitori si Diventa ONLUS, CNGEI, Centro Sportivo Italiano, MUSPAC, I Solisti Aquilani, Artisti Aquilani, Teatrabile, ). Un nuovo luogo di aggregazione educativo-culturale per la società ed in particolare per la gioventù aquilana a cominciare dalla Bibliocasa. Evoluzione del Bibliobus, punto di riferimento per tantissimi giovani nei primi mesi dopo il terremoto. La presenza combinata in Piazza del teatro, del museo di arte contemporanea, degli scout, di artisti ed educatori, permetterà di attuare iniziative articolate ed interessanti per tutta la popolazione e di diventare un sicuro punto di riferimento per gli adolescenti che troppo spesso si trovano a dover limitare la propria vita sociale ai centri commerciali.

E come non condividere l'idea di un cantiere di idee tra i cantieri di cemento? Ma non solo... perchè quello che il  Comitato Donne Terre Mutate sta facendo a l'Aquila non è solo un cantiere di cemento ma un cantiere di rinascita della vita, delle idee, della cultura.

Dicevamo... quello che è successo in altri luoghi (ovvero le sedi del Parlamento, del Capo dello Stato e altre) in questi tre giorni... è solo l'inizio ovviamente, c'è tanto da lavorare per la ricostruzione che attende tutte noi italiane (e italiani), ma il fatto che sia successo proprio in questi giorni è significativo perchè anche se siamo consapevoli che c'è tanto da fare e non sarà facile, adesso forse abbiamo qualcuno a cui parlare. E infatti la nostra prima richiesta,, preliminare ai lavori, è stata rivolta al Capo dello Stato perchè rappresentasse  al Presidente del Consiglio incaricato la richiesta di un governo che veda donne e uomini presenti in misura paritaria.

A chiusura dei lavori invece, durante i quali abbiamo elaborato ed approvato dei progetti completi  con l'intento di sciogliere i nodi del nostro Manifesto (l’incompiuta democrazia, la crisi del lavoro, l’ambiente, la violenza sulle donne, la corruzione, le pratiche clientelari, la giustizia, la legalità e la laicità) ci siamo rivolte ai segretari dei partiti di centrosinistra per contribuire con le nostre idee e le nostre proposte a riformulare  i contenuti politici della sinistra italiana. E di progetti ne sono stati elaborati tanti, a cominciare dalla spinta verso la realizzazione della pienezza democratica restituendo la scelta della compagine parlamentare alle elettrici e agli elettori: la modifica delle modalità di scelta dei candidati alla Camera, Senato, assemblee elettive nel senso di facilitare e favorire l'inserimento di donne fino al 50%. Quindi la richiesta delle primarie, prima delle prossime elezioni.


"Diamoci una visione" diceva ieri in un bell'articolo Marina Terragni. "Diamoci grandi sogni e grandi orizzonti". Concordiamo, infatti a l'Aquila ci siamo date una visione, dei sogni, accompagnati da progetti concreti e tangibili, che non molleremo! Il primo è che l’Aquila diventi per tutta l’Italia la Città delle Donne, punto di riferimento per laboratori di ide e progetti. Punto di incontro per le manifestazioni ufficiali che celebrano la Giornata internazionale della Donna. L’Aquila ha segnato profondamente la nostra Assemblea di donne e sancito il contatto stretto tra i programmi scaturiti dai lavori e le competenze e la forza che le donne dell'Aquila hanno messo in campo prima e soprattutto dopo il terremoto. Tra gli obiettivi, primo fra tutti, la restituzione, entro il 2012, della Casa delle Donne dell’Aquila.