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Femminicidio e violenza le donne della Rivoluzione Gentile si interrogano insieme agli uomini

Il femminicidio è un reato specifico,che va punito con severità: ma è impensabile ritenere che sia sufficiente agire attraverso strumenti repressivi, poiché si tratta di un gesto che lascia vittime innocenti , e che è frutto di una educazione culturale impartita per secoli a tutt* noi.
Dalla famiglia , dalla scuola elementare, dai libri scolastici, dai libri che abbiamo letto, dalla chiesa, dalla tv e dalla pubblicità ci sono stati inculcati stereotipi duri a morire; l’uomo forte, virile, severo e capace di imporre la disciplina alla prole, sostegno della famiglia, l’uomo cacciatore… per natura… la donna dolce, comprensiva, materna, ma anche seducente e disponibile….. per natura..
Viviamo in un Paese dove fino al 5 agosto 1981 era punito con molte attenuanti il delitto di onore, quello di chi “cagiona la morte del coniuge, della figlia o della sorella, nell’atto in cui ne scopre la illegittima relazione carnale e nello stato d’ira determinato dall’offesa recata all’onor suo e della famiglia….” Giustificazione legislativa di un “raptus”, della irrefrenabilità di un gesto anche nel caso in cui l’assassino lo avesse premeditato armandosi di un oggetto atto a dare la morte.
Per interrompere il ciclo della violenza, allora, è necessario scavare nella mente di uomini e donne, ritrovare la radice di concezioni di potere e di sottomissione, sradicare idee di possesso, di panico legato alla perdita di un rapporto, di incapacità di gestire la solitudine e il distacco; dobbiamo imparare a dominare la collera, i nostri istinti, esercitarci ad esprimere emozioni, smascherare la pericolosità di tanti luoghi comuni.
Rimettere, insomma, a posto la distinzione fra ciò che è naturale e ciò che si acquisisce per effetto dell’ambiente in cui si vive.
Bisogna costruire una rete di sostegno per le vittime e un sistema di centri di ascolto per i colpevoli, bisogna investire risorse e personale preparato senza risparmi. Ma questo è un compito che spetta al Governo e alla politica in genere. 
Noi Donne in rete per la Rivoluzione Gentile pensiamo di favorire l’inizio di un cammino verso un cambiamento culturale per questo proponiamo a Roma “La Voce del Lupo”, un incontro con quattro uomini che per attività svolta e riflessioni condotte sono impegnati nell’analisi dei fattori che scatenano la violenza maschile sulle donne e nella lotta contro la cultura che la favorisce.
Silvia Acquistapace

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