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Il sistema dei diritti è unico e indivisibile

Giustizia: Unione Camere Penali Italiane; bene l’Anm su misure alternative a carcere
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Adnkronos, 1 dicembre 2010

È positiva l’apertura dell’Anm al “superamento della concezione pancarceraria della pena”. Ma tutte le componenti del mondo giudiziario ora devono essere “disponibili al dialogo per rafforzare la tutela dei diritti umani e le garanzie dei cittadini privati della libertà personale”.
La Giunta dell’Unione camere penali italiane condivide e apprezza la posizione del sindacato delle toghe espressa dal presidente Luca Palamara in congresso, sulla necessità che si ritorni al carcere come “extrema ratio” e che vengano utilizzati “alcuni degli strumenti per il superamento della concezione pancarceraria della pena, con l’introduzione delle pene alternative, e la mitigazione delle restrizioni per i recidivi al godimento dei benefici penitenziari”.
Ma la situazione di degrado degli istituti penitenziari italiani, fanno notare i penalisti, “richiede a tutti un’assunzione di responsabilità“, che significa “dialogo tra tutte le componenti del mondo giudiziario”. L’Ucpi ribadisce che “le garanzie sono indivisibili, e che dunque non si possono sopportare sacrifici dei diritti inalienabili di qualsiasi detenuto sia pur in nome delle istanze di sicurezza, e d’altro lato che le cause del sovraffollamento risiedono anche nell’abuso della custodia cautelare, che vede oggi l’Italia detenere il triste record negativo europeo con stime prossime al 50% della popolazione detenuta”.
Su quest’ultimo aspetto, i penalisti, dicendosi “pronti al dialogo ed al confronto, reale, aperto e senza pregiudizi” sottolineano che, “se si vuole intendere il carcere come extrema ratio, non ci si deve limitare alla riforma del sistema delle sanzioni penali, ma, con lo stesso vigore e la stessa chiarezza, si deve reclamare il ritorno alla eccezionalità e alla residualità della custodia cautelare in carcere, criteri che erano alla base del codice del 1988, e che sono stati di fatto abbandonati dalle prassi giudiziarie”.

Anna Greco

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