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Il disagio che sentiamo sul nostro corpo

Il malessere lo provavo da tempo, da anni. È cominciato tutto con alcuni programmi tv, anche se poi si è diffuso agli spot e poi alla cartellonistica pubblicitaria e alle pubblicità sui giornali… e all’improvviso ci siamo ritrovati sommersi da corpi seminudi e nudi di donne, da pubblicità con squallidi doppi sensi, da immagini che mostrano una sola idea della donna e che non risparmiano neanche le bambine che in alcune pubblicità su riviste specializzate sono vestite, pettinate e truccate come mini-donne.

All’inizio non è stato facile esprimere il disagio, forse perchè come donne occidentali abbiamo vissuto l’orgoglio di essere padrone del nostro corpo, forse perchè ricordavamo le nostre sorelle maggiori che bruciavano i reggiseni, e poi perchè ricordavamo il momento in cui abbiamo sentito il diritto di riappropriarci della nostra femminilità. E avevamo paura di essere giudicate moraliste, bacchettone… finchè non ci siamo rese conto che ci stavano usando, che stavamo diventando merce, che ci stavano dividendo in due categorie: le veline e tutte le altre. Questo disagio c’era ma era difficile esprimerlo.

Ricordo che diversi anni fa una amica scandinava che viveva da anni in Italia ha chiesto a me ed altre mamme italiane se non ci vergognassimo di come la tv italiana tratta le donne. E allora ho compreso realmente il mio disagio comprendendo anche che dovevo difendere mia figlia. E a un certo punto abbiamo cominciato a condividere questo disagio, che prima era di poche.

Il ruolo di Lorella Zanardo è stato importante, molto importante. È stato come se avesse liberato la nostra rabbia e ci avesse autorizzato a liberarla. Ma non solo, c’è stata quest’estate la bella iniziativa dell’Unità sulle pubblicità e, anche se sembra paradossale dirlo, ci sono stati avvenimenti di cronaca politica che ci hanno mostrato a cosa stava portando tutto questo, dalle escort alle gheddafine, dalle ragazze in villa alle candidate del solito partito.

Ed è stato come se all’improvviso tutto questo fosse diventato intollerabile.

Sentiamo il disagio sulla pelle, sentiamo fortissimo il bisogno di scrollarci di dosso tutto questo fango, questa spazzatura, anche perchè c’è la sensazione che più aumenta la mercificazione del corpo della donna più aumenta la violenza, come se tutti quei corpi nudi fossero degli inviti a prendere e usare tutti i corpi delle donne. Beh, non tutti, quelli belli e giovani ovviamente. Gli altri non valevano nulla. Per le donne non valgono i capelli bianchi, non vale la saggezza dell’età, non valgono esperienza e conoscenza. Neanche in politica, neanche in ambienti diversi da palcoscenisci e set cinematografici.

Donatella Caione

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