Rete donne per la rivoluzione gentile

MIGRANTI IN VIAGGIO… VERSO DOVE?

È un giorno poco adatto alla condivisione, oggi.

È uno di quei giorni in cui si fa una sintesi e ci si ritrova in debito (anzi più di un debito) con il mondo, a destra, a sinistra, sopra, sotto, intorno, insomma, non si ha scampo. Consapevolezze ormai antiche, ma sempre un po’ narcotizzate dall’incedere illusorio di un vivere normale, fino a quando quel debito provoca fitte di dolore da overdose di egoismo di tutti quelli che non hanno perso occasione per alimentarsene voracemente, costantemente, in modo indigesto.

È uno di quei giorni in cui l’amarezza emerge violentemente insieme a un forte senso di stanchezza. Il tuo vivere ti appare aspramente incatenato al “Fuori da Sé”, calderone fumante, dove si mescolano ingredienti di diversa natura, tutti lì dentro, a sciogliersi, a rigirarsi, sprigionando aromi fumanti, a volte insopportabili all’olfatto, mentre le molecole si dividono per poi unirsi e trasformarsi in sostanze nuove che, in realtà, nuove non sono mai.

Sono giorni in cui la parola condivisione è difficile da contestualizzare e oggi non ne sono capace. Mi manca l’aria, le parole mi affogano concitate. Si susseguono in un gioco diabolico com’è questa realtà in cui i falsi poveri se la spassano a Cortina, a fare shopping nei luminosi negozi, dove per poche ore i poveri negozianti hanno provato l’ebbrezza della legalità. Si muovono, come scarafaggi nella notte, sui loro potenti automezzi, neri, lucidi, oscuri, simboli di un potere che rende capaci di travolgere un vigile, che è prima di tutto una persona, che cerca di far rispettare la legge.

Nello stesso pazzo tempo i falsi ricchi si trovano faccia a faccia con la morte, su una nave che ostenta la ricchezza dei falsi poveri, assenti su quella nave, governata da un comandante arrogante e schiavo, probabilmente, di un ego mostruoso che si è fagocitato il senso di responsabilità civile. Ci sono stata su una di quelle navi alcuni anni fa: la cosa che ricordo con più fastidio è il continuo e insistente richiamo a consumare cibo, quasi a voler far riemergere dalle profondità inconsce l’atavico impulso a sopravvivere. Ironia della sorte.

Proprio non ci riesco, oggi, a scrivere di condivisione, neanche a pochi giorni dalla Giornata Mondiale del Migrante, in occasione della quale il Papa ha sottolineato che “gli immigrati non sono numeri, ma uomini e donne, bambini, giovani e anziani, che cercano un luogo dove vivere in pace”.

Se è per questo, allora siamo tutti migranti, alla ricerca di un luogo dove vivere in pace.

È ancora lontano quel luogo.

Ancora in alto mare, come Pinocchio, nel ventre di quella Politica che salva gli indagati, insieme con i Padri della Democrazia, della Costituzione, silenti. Riusciremo a cogliere l’attimo del rigurgito?

“E’ pericoloso mostrar troppo all’uomo quant’è simile ai bruti senza mostrargli insieme la sua grandezza. Egualmente pericoloso è fargli vedere troppo la sua grandezza, senza mostrargli la sua bassezza. Più pericoloso ancora, lasciargli ignorare l’una e l’altra.” (B. Pascal)

Laura Maria Moretti – lm_moretti.redazione@insiemeperilpd.it

(17 gennaio 2012)

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