index

incontro della rete piemontese del 26 gennaio

Nel ricordare a tutti l’invito per l’incontro della Rete piemontese che si terrà a Torino presso il Centro Interculturale di via Morgara 14, riassumo alcuni punti emersi nella precedente riunione, integrandoli con qualche riflessione che porgo alla vostra attenzione per continuare il vivace dibattito che abbiamo avviato.

La Rete piemontese si sta sviluppando in un territorio ricco di sensibilità e di esperienze in tema di difesa dell’autodeterminazione, della laicità, e di altri diritti a il fondamento delle libertà soggettive e collettive. Diversi soggetti e associazioni hanno intrapreso iniziative comuni in merito, basti pensare al Pride dei diritti del 19 giugno scorso, organizzato congiuntamente (per la prima volta in Italia) dal Coordinamento Torino Pride, dalle Donne di Torino per l’autodeterminazione e dal Collettivo Immigrati Autoorganizzati.
Nel novembre scorso,a seguito delle modifiche apportare dalla Giunta regionale alla legge 194 (come ad esempio l’esclusiva presenza nei consultori dei volontari dei movimenti pro-vita) le Donne di Torino per l’autodeterminazione , il Coordinamento Torino Pride LGBT , il Comitato “19Giugno”, la Consulta torinese per la laicità delle istituzioni hanno promosso un appello , sottoscritto da diverse realtà associative, tra cui la nostra neonata rete, e un’assemblea in cui sono state decise alcune azioni.
Tra queste, la raccolta dei ricorsi al Garante civico regionale contro la delibera Cota , il ricorso al Tar della Casa delle Donne, l’adesione alla Giornata della libertà di scelta sulla propria vita, promossa dalla Consulta Torinese per la Laicità delle Istituzioni, in collaborazione con la rivista MicroMega. Tale giornata nasce per affermare il concetto inviolabile di autodeterminazione sul proprio corpo in risposta alla decisione del Governo, su proposta della sottosegretaria Roccella, di istituire nella data del 9 febbraio (1° anniversario della morte di Eluana Englaro) la “Giornata Nazionale degli Stati Vegetativi”.
Nel frattempo , molte iniziative si sono incrociate con il vivace popolo viola del teritorio, e con l’infaticabile impegno della Fabbrica di Nichi di Torino.
E’ importante conoscere il contesto in cui come Rete piemontese per la rivoluzione gentile vogliamo attivarci
Nel precedente incontro è emersa la intenzione di collegarsi alle realtà del territorio con cui possiamo condividere valori e obiettivi, di capitalizzare quanto di positivo è stato già fatto. La rete, in quanto tale, non può essere autoreferenziale, ma deve includere, espandersi, connettere.
Soprattutto deve rivolgersi a tutte quelle persone che vogliono mettere al lavoro le esperienze e le competenze maturate nel quotidiano, nell’attività professionale, nei percorsi effettuati nell’ambito di altre appartenenze.
Obiettivo ancora più importante è di coinvolgere quelle donne, ma non solo donne, rassegnate,, sfiduciate, quelle che pensano di non essere in grado di proporre, quelle che non osano, quelle che pensano di non essere all’altezza.
La rete è un luogo in cui nessuna/ nessuno deve temere di fare una brutta figura, a noi non piacciono i salotti radical shic in cui si professano valori di tolleranza e principi di democrazia, ma in cui le persone con minori strumenti culturali o espressivi inevitabilmente sperimentano un vissuto di inferiorità
Da queste elementari considerazioni può partire un percorso autenticamente nuovo e rivoluzionario, per ridare alle cittadine e ai cittadini qualcosa che appartiene loro di diritto, la “cura” della cosa pubblica, una cura da cui una cattiva politica ci ha sempre più allontanato ed escluso
Abbiamo molto da dire, e alcuni contenuti significativi sono stati già espressi nel Manifesto della rete nazionale :da questi devono scaturire altre riflessioni e proposte, un vero e proprio programma da presentare a chi si candiderà alla guida del paese dopo questo periodo buio della democrazia, un ver e proprio programma in merito a cui chiedere un preciso impegno.
Per questo è importante partecipare on line ai gruppi di lavoro del sitowww.rivoluzionegentile.it. e partecipare alle iniziative locali e agli incontri della rete piemontese ( su facebook la sua pagina è
Piemonte in rete per la rivoluzione gentile”).

Nel primo incontro già sono emersi degli spunti di discussione interessanti: la rete può essere un luogo davvero creativo, e la diversità di opinioni una ricchezza.
Ad esempio, è stato fatto rilevare che se le primarie sono uno strumento importante di partecipazione democratica, esse necessitano di una regolamentazione che veramente ne garantisca l’efficacia e ne scongiuri la possibilità di un uso strumentale.
Le proposte sono state interessanti, e su questo si può avviare un proficuo lavoro.
Lo stesso può, deve avvenire per gli altri punti del manifesto, e in particolare per quei nodi irrisolti che rendono l’attuale organizzazione sociale così poco a misura d’uomo , e soprattutto “di donna”.
Allora riprendiamoci la nostra speranza , e raddrizziamo la schiena. Partecipiamo del fermento che ormai si sente in giro , facciamo sentire la nostra presenza nei luoghi e nelle iniziative che stanno vivacizzando il nostro territorio( ad esempio la su citata giornata del 9 febbraio) , mettiamo in campo delle nostre iniziative per farci conoscere, per diffondere le nostre proposte e arricchirci di nuove, per diventare più grandi e perciò più forti .
Se ricominciamo a pensare, a parlare, a conoscerci con fiducia e senza pregiudizi, i risultati possono essere sorprendenti.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *