Rete donne per la rivoluzione gentile

I tempi della politica

Abbiamo ricevuto da una consigliera comunale di Rosignano Marittimo una mozione da lei presentata sui tempi della politica. Condividiano la mozione ovviamente poichè tra quelle che lei cita sicuramente risiedono molte delle motivazioni che allontanano le donne dalla politica. E ci piace che la consigliera in questa mozione del 1° dicembre abbia fatto riferimento alla Rivoluzione gentile. A soli due giorni dalla presentazione pubblica del Manifesto, la Rivoluzione gentile è già considerata una buona pratica e un modello culturale.

Mozione: I tempi della politica
Considerato che il nostro regolamento del Consiglio comunale (delibera del Consiglio comunale n.88 del 16 aprile 2009) scandisce i tempi che dovrebbero governare l’andamento degli interventi in Consiglio con l’articolo n.47 e che concede ai consiglieri/e relatori, al sindaco e agli/alle assessori non più di 15 minuti e 10 minuti di intervento per chi partecipa alla discussione,
Constatato che i tempi della politica non sono retti solo dai ritmi delle discussioni ma, purtroppo, da una certa approssimazione nella lettura degli orari delle convocazioni anche delle commissioni, dai ritardi, dalle sospensioni sicuramente giustissime ma spesso non disciplinate da dei limiti temporali,
Ritenuto che sia necessario, nell’Italia di oggi, evitare che la politica sia accessibile solo a chi ha la possibilità di gestire autonomamente i ritmi di vita personali col rischio evidente che si legittimi e sancisca quel principio pericoloso per la società che rende il politico una professione con tempi propri. Riteniamo, infatti, che dedicarsi alla politica sia innanzi tutto impegno oneroso e nobile che debba rispecchiare la Società, interpretarla, nei suoi bisogni primari. Riteniamo altresì che debba essere accessibile ad ogni categoria di cittadino o cittadina, ma, la gestione dei tempi così staccata dal ritmo della vita reale purtroppo risulta che sia già una preselezione che non ci appare giusta e adeguata ai bisogni che il mondo politico ha di rinnovamento umano, di persone rappresentative della società nella sua straordinaria varietà.
Visto i recenti fatti che ci hanno portato a rifiutare questi tempi blandi in modo categorico, perché riteniamo che questo scollamento tra la politica e la vita reale sia una delle malattie più gravi che affligge la politica nazionale,
Valutato inoltre che la politica abbia bisogno di maggiore considerazione del sacrificio di tempo personale di vita, perché sosteniamo che faccia parte del rinnovamento culturale della politica avere come unità di misura della gestione del tempo politico, non “l’uomo singolo”, con la sua libera gestione dei tempi, piuttosto, la categoria più impegnata, uomo o donna che siano, con famiglia (figli e anziani). Dato che per molte donne, la ragione per cui si è attratte dall’impegno politico è la questione del futuro, e del mondo in cui i propri figli cresceranno e vivranno, seppur sapendo bene che si è costrette a toglier loro tempo prezioso ci dedichiamo. Anche questi indirizzi reputiamo che rientrino nella cultura della sostenibilità e della “rivoluzione gentile”. Nonché il rispetto degli orari di lavoro ordinari del personale comunale.
Purtroppo, però, prevale troppo spesso la logica di chi fa politica di mestiere e da una prospettiva ancora del tutto maschile.
il Consiglio Comunale impegna il Sindaco e la giunta

innanzitutto a promuovere una cultura della puntualità con cui sarebbe più facile parametrarsi al resto dell’Europa anche in termini politici dato che anche il rispetto del tempo è un codice comportamentale che partecipa della credibilità dell’istituzione; a ridurre a mezz’ora, anziché un’ora come da art. 42 comma 4 del R.C.C., la dichiarazione di “seduta deserta” da parte del/la presidente del Consiglio, in caso che non siano presenti 1/3 dei consiglieri dopo l’ora fissata dalla convocazione, ed a regolare in termini di tempo le sospensioni delle sedute del C.C. infine a ridurre i tempi di intervento secondo il criterio di sintesi.

La Consigliera Comunale
Nerina Monti

Castiglioncello, 1 dicembre 2010

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