Rete donne per la rivoluzione gentile

manca ormai una settimana al voto.o quasi

Eccoci al voto. Undici candidati alla poltrona di sindaco e mille e trecento aspiranti consiglieri comunali,spalmati in 27 liste.Lotte piu’ o meno intestine,con la città tapezzata da volti, seguendo ormai il modello berlusconiano per il quale l’immagine è la forza della comunicazione. Girando per i vari corridoi della politica, gli aspiranti sindaci che potrebbero andare al ballottaggio sono verosimilmente 4.Alessandro Aricò ( Fli -Mpa), Fabrizio Ferrandelli ( PD), Massimo Costa ( Pdl e Udc) e Leoluca Orlando (Idv).Quest’ultimo ha caldeggiato la candidatura alle primarie del Pd di Rita Borsellino,ma poichè ha vinto il suo antagonista Fernandelli, ha pensato bene di non rispettare i patti e di mettere la propria faccia sui manifesti elettorali. Ma questo è un dettaglio:ormai in politica la correttezza non paga. E comunque il grande nemico di questa tornata elettorale sarà l’astensionismo. Sono in tanti che alla domanda :per chi voterai? Rispondono :io non andro’ a votare. E questo la dice lunga in una città dove manca tutto, dalla cultura, al senso civico, alla legalità, all’igiene, al decorso e al lavoro. Siamo in piena recessione e Palermo è la metafora della deriva. Si trova in balia dei disoccupati, precari, anziani abbandonati e studenti senza curiosità di imparare e discettare. Ingessata in una burocrazia che non ha pari, vive nel ricordo di una nobiltà in estinzione oggi pateticamente anacronistica. Il ceto poplare incattivito ed ingabbiato nei suoi quartieri dormitorio sforna giovani che escono, la sera, pronti a qualsiasi illegalità, e non solo, per sfamare le bocche di casa,, ma anche per comprare l’ultimo hi phone, o qualche altra diavoleria super tecnologica. Il ceto medio , invece, mistifica la sua vera identità e si mostra al di di sopra delle proprie possibilità,, pomposo e vanaglorioso, provinciale e poco incline all’apertura verso il prossimo. Lo spirito di campanilismo a Palermo si traduce in una avversione verso chi non ha radici qui.Se hai la sfortuna di trasferirti a Palermo , lavorare,vivere e camminare e non sei sui giornali e tv, e non sei nobile e non sei noto e famoso, , allora vivi emarginato e senza remissione di riscatto. Qui non esiste quanto vali, cosa esprimi .Qui vige la regola di quello che rappresenti, del tuo conto in banca, della tua fantomatica appartenenza al sangue blu. Che tristezza questo clima di finzione vacua e assoluta. Anche in politica le cose non vanno per il meglio. La gente muore di stenti e poverta’ e nessuno, sottolineo nessun candidato, parla di sicurezza sociale, di clandestini dagli occhi disperati che proliferano ai semafori,, di emargianti,addirittura anziani in coppia che la sera sotto i portici trovano riparo, approntando anche un letto matrimoniale con i cartoni lasciati nei cassonetti dai supermercati. La domanda è d’obbligo: il futuro sindaco sarà all’altezza di assumere decisioni forti e anche impopolari, di guardare in faccia questa città soffocata da degrado e malaffare , di accendere i riflettori della verità su strade. uomini e sotterfugi ? Io, la mia risposta ce l’ho. No. Non credo proprio….

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *