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Le migliori leggi sui diritti delle donne: il progetto di “Choisir la cause des femmes”

L’associazione francese “Choisir la cause des Femmes” (fondata negli anni `70 da Simone de Beauvoir, Gisèle Halimi e dal premio Nobel Jacques Monod), ha attentamente studiato le varie leggi vigenti in Europa riguardanti le donne ed ha evidenziato quelle che sono sembrate le più vantaggiose nel salvaguardare i loro diritti nei vari campi presi in considerazione. Sono 14 (purtroppo nessuna italiana) quelle che maggiormente tutelano la donna in rapporto a famiglia, procreazione, lavoro, politica e violenza, ed il progetto prevede di presentarle a tutti i Paesi della Comunità Europea. La questione femminile è stata presa in considerazione da vari punti di vista, di seguito elencati:
Educazione sessuale (Danimarca): per l’educazione alla sessualità nella scuola primaria, per i centri di pianificazione familiare attrezzati con un sito internet che fornisca informazioni didattiche al personale incaricato.
Contraccezione (Paesi Bassi): per l’accesso alla contraccezione diretta, libera e gratuita. Lo Stato assicura informazioni, disponibilità e gratuità per minori e donne adulte.
Aborto (Svezia): per il rispetto della libertà delle donne di disporre del proprio corpo. Il termine legale deve essere di almeno 12 settimane, raggiungendo al massimo 18 settimane.
Matrimonio (Austria): per il primato concesso al matrimonio civile, integrando il matrimonio tra omosessuali come nella legge spagnola.
Divorzio (Spagna): per il dispositivo di divorzio non subordinato né a una causa, né a un periodo di riflessione. Sussiste l’obbligo di aiuto con gli alimenti.
Contratti d’unione civile (Belgio): per il contratto di unione civile che garantisce, come il matrimonio, diritti di alto livello aperti sia agli eterosessuali che agli omosessuali.
Congedi parentali (Svezia): per il suo alto livello di remunerazione del congedo parentale basato sull’alternanza (parte del congedo riservata al padre).
Autorità parentale (Estonia): per l’istituzione dell’autorità parentale a partire dal legame di filiazione, l’esercizio congiunto dell’autorità parentale anche in caso di separazione, l’attribuzione giudiziale dell’autorità ad uno dei genitori ed al suo coniuge o convivente, indipendentemente dall’orientamento sessuale.
Violenza coniugale (Spagna): per la sensibilizzazione verso la violenza di genere nelle scuole, perché i giovani siano in grado di decriptare le immagini sessiste della pubblicità e dei media, per la formazione di interlocutori dei servizi pubblici sulle donne vittime di violenza, sulle misure di protezione di emergenza, per l’apertura di centri di accoglienza per le vittime, per le forti sanzioni (abbinate a programmi di aiuto) contro gli autori di violenza.
Stupro (Francia): per il riconoscimento giuridico dello stupro come reato con ampliamento della definizione legale e campo di applicazione, per il dispositivo di udienza a porte chiuse su richiesta della vittima, per la possibilità concessa alle associazioni di essere ammesse come parte civile, per l’approccio multidisciplinare previsto anche dalla legge spagnola.
Prostituzione (Svezia): per l’abolizione di fatto della prostituzione, per la penalizzazione del cliente, per l’impunità concessa alle prostitute, per la creazione di centri di accoglienza volti a favorire il reinserimento sociale con attenzione particolare alle vittime della tratta, per le campagne di informazione sviluppate in collaborazione con diversi ministeri (Salute e Interni), per la protezione alle prostitute che denunciano il protettore e la tratta.
Molestie (Lituania): per le disposizioni relative alle molestie presenti sia nel Codice del Lavoro che nella Legge sulla parità tra donne e uomini.
Codice del lavoro (Francia): per il Codice del Lavoro che conferma le maggiori conquiste sociali, per il regime pensionistico basato sulla logica della solidarietà.
Iscrizione della parità nella Costituzione (Belgio): per avere inserito la parità nella Costituzione, includendo Consiglio dei Ministri e governi di Regioni e Comuni, per il dispositivo che impone la parità assoluta e delle quote in tutte le elezioni, per l’applicazione di sanzioni dissuasive nei casi di irricevibilità delle liste non conformi alla legge.
Dalla Spagna, dunque, segnalata per l’avanzata legislazione sulla violenza di genere, alla Lituania che ha una normativa modello sul mobbing passando per i congedi parentali svedesi, quattordici leggi che i Paesi dell’Unione dovrebbero impegnarsi ad adottare per le proprie cittadine. Il cammino di questo progetto è di straordinario interesse e ha ottenuto risultati significativi: basti dire che, nel 2010, l’Assemblea nazionale francese quasi all’unanimità ha adottato la clausola. Inoltre, la ministra francese Roselyne Bachelot, durante l’ultimo Consiglio Europeo degli affari sociali, ha chiesto formalmente che l’Istituto europeo per l’eguaglianza di genere di Vilnius faccia una radiografia dell’insieme delle legislazioni europee per poter effettivamente portare avanti queste politiche d’eguaglianza che peraltro sono già previste nei trattati e nella carta dei diritti fondamentali. Obiettivo di Choisir è quindi estendere queste leggi alle ben 200 milioni di donne europee -tante siamo -, a prescindere dal Paese di residenza. Insomma una legislazione di genere unica a livello comunitario. Sulle iniziative avviate dall’Associazione, in Italia le 14 migliori leggi sono state raccolte in una pubblicazione del maggio 2008, tradotta in italiano grazie alla rete internazionale di associazioni e con il contributo di ELDR (European Liberal Democrats Reform Party).
Codice del lavoro (Francia): per il Codice del Lavoro che conferma le maggiori conquiste sociali, per il regime pensionistico basato sulla logica della solidarietà.
Iscrizione della parità nella Costituzione (Belgio): per avere inserito la parità nella Costituzione, includendo Consiglio dei Ministri e governi di Regioni e Comuni, per il dispositivo che impone la parità assoluta e delle quote in tutte le elezioni, per l’applicazione di sanzioni dissuasive nei casi di irricevibilità delle liste non conformi alla legge.
Dalla Spagna, dunque, segnalata per l’avanzata legislazione sulla violenza di genere, alla Lituania che ha una normativa modello sul mobbing passando per i congedi parentali svedesi, quattordici leggi che i Paesi dell’Unione dovrebbero impegnarsi ad adottare per le proprie cittadine. Il cammino di questo progetto è di straordinario interesse e ha ottenuto risultati significativi: basti dire che, nel 2010, l’Assemblea nazionale francese quasi all’unanimità ha adottato la clausola. Inoltre, la ministra francese Roselyne Bachelot, durante l’ultimo Consiglio Europeo degli affari sociali, ha chiesto formalmente che l’Istituto europeo per l’eguaglianza di genere di Vilnius faccia una radiografia dell’insieme delle legislazioni europee per poter effettivamente portare avanti queste politiche d’eguaglianza che peraltro sono già previste nei trattati e nella carta dei diritti fondamentali. Obiettivo di Choisir è quindi estendere queste leggi alle ben 200 milioni di donne europee -tante siamo -, a prescindere dal Paese di residenza. Insomma una legislazione di genere unica a livello comunitario. Sulle iniziative avviate dall’Associazione, in Italia le 14 migliori leggi sono state raccolte in una pubblicazione del maggio 2008, tradotta in italiano grazie alla rete internazionale di associazioni e con il contributo di ELDR (European Liberal Democrats Reform Party).

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