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Roma: presentate ai/lle candidati/e le proposte per un’Italia a misura di donne

ROMA, 4 febbraio 2013.
Sono state presentate oggi, pressa Sala delle Vergini del Comune di Roma, le proposte della Rete delle donne per la Rivoluzione Gentile per un nuovo governo del paese.
Al centro del “Programma della Rete per il Paese”: meccanismi di selezione delle candidature attraverso primarie che favoriscano la contaminazione tra partiti e società civile attraverso l’autocandidatura; misure per conciliare i tempi di vita e i tempi di lavoro, ma anche quelli della scuola e del lavoro; interventi concreti per tutelare le donne in lavori precari non solo durante la gravidanza, e già sarebbe importante, ma anche dopo; gestione partecipata e trasparente dei beni comuni, che sono anche i beni culturali, urbanistici, ambientali, a partire dai quali possono essere ripensate le politiche del lavoro; misure di prevenzione della violenza contro le donne che ne affronti le cause nella società, contrastando gli stereotipi di genere nei quali si alligna il germe della violenza
Ad ascoltare e discutere le proposte: Cecilia D’Elia, candidata alla Camera per SEL, Luisa Laurelli, candidata al Senato per il PD, Marta Bonafoni, candidata alla Regione Lazio nel Listino Zingaretti, Tatiana Campioni, candidata alla Regione Lazio nella Lista civica per Zingaretti, Rita Capponi, candidata alla Regione Lazio nella Lista Ingroia, Marco Furfaro, candidato alla Regione Lazio nella Lista SEL, Maria Gemma Azuni, candidata alle primarie del centrosinistra per il Sindaco di Roma.
Tutte/i concordi sulle primarie, che hanno prodotto risultati apprezzabili, ma che devono essere praticate con maggiori garanzie di tempo e modi di selezione delle candidature capaci di garantire l’accesso alla politica dei tanti che ne sono esclusi/e dai meccanismi di blocco che nei partiti sono costituiti da tempo.
Anche la precarietà del lavoro e dell’esistenza è stata riconosciuta come un ostacolo alla partecipazione in politica. Le donne attive in politica devono allearsi per sostenere misure utili e anche se questo può metterle contro la linea del proprio partito. È stato riconosciuto che “l’occhio femminile è più abile a scegliere le priorità di intervento in tutti i campi”. Occorre rimuovere abitudini incrostate e interessi consolidati, per liberare energie e risorse: è inutile e dannoso, ad es., continuare a pagare multe su multe all’Europa, bisogna realizzare un piano di gestione rifiuti corretto che crei occupazione e non danneggi l’ambiente.
La laicità nel Lazio può diventare un momento di aggregazione importante per la sinistra, a partire dalla mobilitazione contro la legge Tarzia sui consultori familiari e per la difesa delle libertà familiari e personali. L’incontro si è concluso con la proposta di lanciare una manifestazione per la laicità che si traduca in un patto fra candidat* a prescindere dalle liste.

Per informazioni:
http://www.rivoluzionegentile.it/

Rete delle donne per la Rivoluzione Gentile – Coordinamento Roma
Silvia Acquistapace – cell. 3292595751

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