Rete donne per la rivoluzione gentile

Proposte della Rete per l’Aquila

AMBIENTE

L’Aquila deve ricominciare, rinascere, a cominciare, anche considerando il fatto drammatico che oggi l’Aquila è un non-luogo. Un luogo, ci dice Augè, è un posto carico di memoria, di relazioni, di comunità e di senso.

L’Aquila dopo il terremoto ha invece perso tutto questo e non solo dal punto di vista architettonico e urbanistico ma da quello sociale e relazionale (la perdita della struttura di vicinato, lo spostamento degli anziani verso le periferia, la proliferazione dei centri commerciali a scapito delle attività artigianali, la perdita del valore del centro storico come centro simbolico, centro politico, agorà e la relativa trasformazione di tutta la città, e non solo di alcune sue parti.

Una cosa inaccettabile che ci impegna appunto a ricominciare. Innanzitutto dal recupero della vocazione originale della città, dalla sua identità di città- natura immersa in una “civiltà contadina”, (una civiltà di civiltà, di 99 comunità) che si sono riunite in una comunità più ampia, come nella storia di fondazione dell’Aquila), per un bene comune, ognono portandosi un suo pezzo di storia, ognuno mttendola in collettività (ogniu aquiolano perciò ha novantanove “origini”, novantanove volte meticcio e straniero).

Una città di soggetti vivi, delle genti vive, come diceva un estensore dell’articolo della Costituzione di difesa del paesaggio, partiamo dai contadini, dlal’agricoltura, dai frutteti, da una agricoltura sostenibile, che sia finalizzata anon solo al rilancxio della produzione ma anche alla bellezza che implichi, nella città, orti e frutteti (e non l’estenuato “verde attrezzato”, come del resto previsto da alcuni piani regolatori avanzati come quallo di Creverllati mai attuato a Palermo o come quello delle zone periurbane realizzate a Parigi.

Un’agricoltura che abbia spazi dove i bambnini possano giocare e imparare e dove gli anziani possano trasmettere il loro “sistema di conoscenze tradizionali” (protetto dall’Unesco. Una agricoltura che recuperi le zone di margine, gli usi civici – va proposta al centrosinistra una legge sugli usi civici – e forse anche gli spazi vuoti. Questi ultimi dovrebbero essere trasformnati in corridoi di “mobilità lenta” per esseri umani, ed anche animali, corridoi che rimettano in comunicazione i villaggi disgregati quelle che costituisceono fra l’altro l’asse portante di difesa idrogeologica del territorio, quelle che non tragicamente franate.

DEMOCRAZIA INCOMPIUTA

Si chiede ai partiti e alle forze politiche che si presenteranno alle urne alle imminenti elezioni amministrative di anticipare le regole di condotta quantomeno su base volontaria, anche in assenza di specifici obblighi di legge, in modo da garantire i seguenti obiettivi principali:

 

  • pari rappresentanza di genere nelle liste elettorali;
  • pari presenza di genere nei futuri organi di governo locali.

 

LAVORO E WELFARE

Il terremoto e la gestione del post-terremoto hanno prostrato l’Aquila devastandone spazi e tempi, distruggendone l’economia. È, quindi, dal lavoro, colpito in tutte le sue forme, che bisogna dare inizio alla rinascita della città. L’Aquila ha bisogno non solo di case ma anche di attività produttive e sopratutto di ricostruzione sociale e culturale.

Noi donne della Rete per la rivoluzione gentile (gruppo Lavoro e Welfare) chiediamo, quindi, che, a partire dall’eventuale zona franca urbana, vengano considerati prioritari tutti quei provvedimenti atti a sostenere l’economia locale. Un’attenzione particolare va data a misure come gli incentivi fiscali per l’assunzione, il sostegno alla formazione continua e permanente, lo sviluppo delle reti di servizi locali. Misure atte ad incentivare l’occupabilità ed allargare le opportunità di lavoro delle donne da sempre maggiormente penalizzate nei momenti di crisi.

DONNE E VIOLENZA DI GENERE

Rifinanziamento legge regionale 31/2006 per finanziare e sostenere centri antiviolenza e case rifugio.

Una sede più adeguata per il centro antiviolenza (la casa per le donne centro antiviolenza e biblioteca per le donne) una sede a indirizzo segreto come casa rifugio.

LEGALITA’, GIUSTIZIA e LAICITA’

AMBIGUITA’ DELLA LEGALITA’.

In cosiderazione della drammatica esperienza dove “il diritto collettivo” è stato calpestato in nome di una legalità che non sempre è conforme ai valori etici di laicità, giustizia e difesa del bene comune, le Donne della rete rivendicano il “doppio sguardo” che implica la necessità e l’urgenza di acquisire una visione “altra” della gestione e della tutela della’res publica e richiedono con forza la applicazione puntuale e tempestiva delle leggi sugli usi civici allo specifico caso aquilano.

CULTURA

La parola ricostruzione è la scommessa della rete delle donne che, non a caso, ha scelto L’Aquila, luogo simbolo della presa di coscienza di una rinascita alla quale le donne vogliono e possono i loro saperi, le loro idee e i loro linguaggi.

La RICOSTRUZIONE inizia dalla CULTURA e la cultura è elemento fondante di una SOCIETA’ EDUCANTE

 

IN ASSEMBLEA

La Rete delle donne per la rivoluzione gentile, riunita in assemblea propositiva a l’Aquila dall’11 al 13 novembre, sostiene la richiesta delle Donne di l’Aquila di una Casa delle Donne nel centro della città e si impegna a far conoscere le condizioni tuttora drammatiche della città.

L’assemblea ha proposto che, a partire dal 2012, l’Aquila diventi per tutta l’Italia la Città delle Donne e ospiti le manifestazioni ufficiali che celebrano la Giornata internazionale della Donna.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *