Rete donne per la rivoluzione gentile

Le ragioni di un appello

Noi donne per la Rivoluzione Gentile siamo allarmate dalla crescente sfiducia dell’elettorato nei confronti di coloro che dovrebbero rappresentarlo, una sfiducia che si traduce sempre più in isolamento e chiusura sul proprio particolare.
Intendiamo opporci al qualunquismo e al pessimismo che porta all’astensione o a scegliere piuttosto chi sembra interpretare l’antipolitica.
Siamo anche consapevoli dell’inadeguatezza dei rappresentanti scelti dai Partiti in occasione delle ultime elezioni: non solo perché gli eletti non riflettono affatto la composizione dell’elettorato, che è almeno al 50% femminile. Ma anche perché spesso mancano della competenza necessaria al ruolo di parlamentare e dello spirito di servizio che dovrebbe sostenere chi intende candidarsi a questa carica.
Ci sembra importante ricondurre alla cittadinanza la scelta dei/delle propri/e rappresentanti, e di farlo con uno strumento – le primarie – che consente di valorizzare i meriti e le competenze delle persone proposte, che stimola il confronto e produce dibattito, e che quindi può servire a riavvicinare la cittadinanza a una politica che ritrovi il suo antico significato di scienza e arte del governare.
Un parlamento composto al 50 per cento da donne e da uomini è il parlamento che noi auspichiamo. A fronte di una legge elettorale che ancora non permette di raggiungere questo obiettivo, o di avvicinarsi ad esso con numeri che riflettano davvero la presenza e il ruolo delle donne nella società, le primarie sono uno strumento che può favorire l’emergere e l’affermarsi di candidature femminili.
Per questo vi invitiamo a sostenere l’appello, farlo firmare, diffonderlo.
La Rivoluzione Gentile che chiediamo ai partiti di fare comincia da qui, dalle primarie come strumento per scegliere tutte/i i candidati alle prossime elezioni politiche.

Rete delle donne per a Rivoluzione gentile

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