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“… E SE COMINCIASSIMO CON LA RIVOLUZIONE GENTILE?- BUONE PRATICHE PER UNA SOCIETA’ EQUILIBRATA”.

QUESTO E’ L’INTERVENTO CHE HO FATTO AL CONGRESSO REGIONALE DI S.E.L., A RIMINI 15 GENNAIO 2011.
A CUI PARTECIPAVANO MOLTE PERSONE.
LE DONNE NON HANNO SMENTITO, purtroppo, LA SOLITA PERCENTUALE DI PRESENZA, DEL15/20 %, COSì COME QUATTRO UOMINI NON HANNO SMENTITO IL LORO ESSERE INCAPACI DI RISPETTO, PARLANDO E SGHIGNAZZANDO PER TUTTO IL TEMPO.
SONO STATA ASCOLTATA COMUNQUE ATTENTAMENTE E QUELLO CHE PIù MI RENDEVA FELICE E MI DAVA FORZA ERANO ALCUNI SGUARDI, DI UOMINI E DI DONNE, CHE PAREVANO ILLUMINARSI UN Pò.

L’EMOZIONE ERA TANTA COSì COME SPERO SIA TANTA LA RICADUTA….
IO CE L’HO MESSA TUTTA… MA POTREI ESSERE ANCHE PIù RIVOLUZIONARIA…GENTILE…

Prima di tutto ringrazio SEL di avermi dato questa preziosa opportunità.
Ho titolato questa mia relazione, accennando ad una società equilibrata, perché credo che siamo ai minimi storici rispetto a questo.
Sono qui per presentare un progetto che parla del ruolo della donna nella nostra società, del recupero del ruolo della donna, che ha subito e continua a subire enormi squilibri.
Sono una madre, sono una moglie, sono un’insegnante.
Sottolineo il ruolo di insegnante perché ritengo sia un ruolo di grande responsabilità rispetto alle nuove generazioni, alla loro crescita, alla loro educazione alla convivenza democratica e alla partecipazione attiva .. ma soprattutto sono una donna che, come tutte le donne, ha diversi ruoli nella società e tutti importanti e per ognuno di essi mi è richiesta efficienza, e per ognuno di essi, mi richiedo efficienza.

Partirò da alcune considerazioni, ormai scontate.
Durante il berlusconismo, il degrado della donna e l’attacco alla sua dignità ha raggiunto livelli preoccupanti con il fenomeno del “velinismo” soppiantato poi dal fenomeno “escort”, e che pare abbia assunto, pur nel clamore mediatico, una sorta di “normalità”.
Si è rappresentata e si continua a rappresentare la donna esclusivamente come immagine costruita sull’aspetto fisico e sul suo valore di mercato, essendo considerata “oggetto”, e di questo la cultura del berlusconismo ne ha fatto un principio portante anche nella politica …

Quando una società, concede ai mass- media, alla pubblicità, e quel che è peggio, alla politica, di rappresentarla in questo modo, avvallando quell’idea e quel modello a livello culturale e sociale. con il conseguente radicamento delle discriminazioni tra i sessi e l’ abbassamento dei livelli di guardia dell’autostima favorendo il sopruso e la violenza che, paradossalmente, non vengono, a volte, riconosciuti.

Quando ogni giorno è sempre più evidente che le donne sono le prime a subire le conseguenze negative di questo clima di degrado morale, sociale e politico,

ALLORA mi sono resa conto che, come educatore, come insegnante, come madre, come moglie, ma soprattutto come Donna non potevo limitarmi a dissentire, ma avevo l’obbligo di entrare in azione.

Condivido con Aung San Suu Kyi, ciò che ha detto al momento della sua scarcerazione:
“C’E’ UN TEMPO PER IL SILENZIO E UN TEMPO PER PARLARE”, e io aggiungo che c’è sempre un tempo in cui le cose succedono, prima ancora che si sia consapevoli, c’è sempre un tempo preciso in cui tutto va nella giusta direzione in modo inaspettato, c’è sempre un tempo in cui se si è attenti nel percepire, è possibile cogliere le opportunità per manifestare il proprio istinto all’essere “sociale”, all’essere “Uno con tutti”.

Il mio tempo, in questo senso si è palesato per caso, ma niente e mai è per caso, prima come sogno, il sogno di costruire un COORDINAMENTO NAZIONALE DELLE DONNE. Ho cominciato a muovermi all’interno del mio partito, il PD, ho iniziato a cercare su fb e da questa incredibile piazza virtuale, sono approdata a Foggia, dove ho incontrato le donne pugliesi che hanno contrastato per prime l’arroganza delle gerarchie dei partiti, poi a Roma con altre donne che, come me, vivevano l’insistente, impetuosa, necessità di uscire dal silenzio, di Agire per ri-dimensionare una realtà distorta, altre donne che, come me, hanno ri-scoperto la consapevolezza che, come dice il prof. Viroli, la POLITICA E’ UN DOVERE perché disegna e condiziona i caratteri fondamentali della vita delle persone e che per questo non ci possiamo permettere il distacco dalla politica perchè non faremmo altro che girare le spalle alla nostra libertà.

Ed è stato così che dall’incontro con queste belle energie è nato questo nuovo Movimento,: RETE DELLE DONNE PER LA RIVOLUZIONE GENTILE che vogliamo che sia autonomo, perché vuole essere indipendente da ogni partito, se pur di ideologia di sinistra, e trasversale nel senso che propone un progetto che va oltre le logiche partitiche di potere, per planare nell’universo dei Diritti e dell’ Uguaglianza, delle reali Pari Opportunità

Alexis Tocquevile scriveva: “Quasi tutte le rivoluzioni che hanno mutato la fisionomia dei popoli sono state fatte per consacrare o per distruggere la disuguaglianza”

La parola “rivoluzione” evoca immediatamente violenza fisica, ma la nostra è e vuole essere una “Rivoluzione Gentile”:
RIVOLUZIONE perchè deve avere la forza e l’impeto di coloro che vogliono mutare la fisionomia di una società in cui ci dovremmo occupare TUTTI del problema della libertà e dei diritti di TUTTE le persone e questo dovrebbe rappresentare un problema degli uomini e delle donne, perché una società in cui non esiste l’uguaglianza dell’opportunità, non è una società democratica, non è equilibrata e una società che non è democratica e non è equilibrata, è una società peggiore, non solo per noi donne, ma per tutti.
GENTILE nell’affermare una stretta relazione tra ciò che le donne sanno fare e pensare negli spazi cosiddetti privati e in quelli pubblici, nel portare nella politica il benessere che le donne agiscono con competenza nei luoghi dei sentimenti, dei rapporti uomo-donna, nella maternità-paternità, restituendo tutta la creatività e l’innovazione di questo pensiero alla società.
La società, il nostro Paese, ha fatto a meno per troppo tempo dell’anima femminile. Il nostro è uno dei paesi più maschilisti d’Europa. Secondo il report 2010 stilato dal World Economic Forum sul “Global gender gap” – diffuso il 10 ottobre – il nostro Paese scende al 74esimo posto nella classifica che misura il divario di opportunità tra uomini e donne in 134 nazioni.
Noi di RETE pensiamo che si debba:
1. valorizzare ciò che siamo e ciò che possiamo essere nella societa’ riappropriandoci del nostro valore di persona, che non dipende da come ci vediamo allo specchio e da come ci vedono gli altri.

2. ridare speranza alle donne, ma anche agli uomini che non credono più alla politica, a chi si sente sola/o, a chi ripete “tanto sono tutti uguali”

3. favorire un percorso di reale collaborazione con la componente maschile, arricchendo così la riflessione sulle problematiche politiche con il contributo dell’ottica del mondo femminile.

4 che uomini e donne debbano concedersi la libertà di sperimentare l’autorevolezza che viene dalle donne.

5. .contribuire alla costruzione di una società equilibrata, in cui ci sia una reale valorizzazione delle potenzialità di ogni Persona.

Siamo convinte che questo processo di ri-generazione debba partire da una maggiore presenza delle donne nelle istituzioni, nel Governo e nel Parlamento, in misura proporzionale alla società affinchè le donne possano nutrire e sostenere vicendevolmente la propria competenza e i talenti femminili, evitando il rischio di adattarsi al paradigma maschile, come spesso è avvenuto finora. Siamo convinte che sia possibile intraprendere un percorso di più attiva partecipazione alla vita politica in collaborazione con la componente maschile, arricchendo la riflessione sulle problematiche con il contributo dell’ottica del mondo femminile.
Nella logica di un AGIRE COMUNE, vogliamo dare voce alle donne che vogliono esserci, per CONTRIBUIRE ALLA COSTRUZIONE DI UNA SOCIETÀ EQUILIBRATA, in cui ci sia una reale valorizzazione delle potenzialità di ogni Persona.

Da dove partiamo.

La nostra prima iniziativa, che si sta svolgendo oggi in molte città italiane, 15 gennaio 2011, è la raccolta firme nelle principali piazze italiane per chiedere ai partiti le primarie di collegio per la formazione delle liste, e le primarie per scegliere il candidato, ma anche LA candidata premier.
Ma non solo questo.
Noi vogliamo contribuire in modo significativo a rigenerare la cultura del nostro Paese nell’ambito dei suoi più significativi aspetti, dalla politica, all’economia, all’ ambiente, al vivere sociale. A tal proposito abbiamo individuato sei tematiche sulle quali stanno lavorando sei gruppi a livello nazionale, anche grazie ai contributi che arrivano dalle iscritte al nostro sito, a cui potete iscrivervi, con l’obiettivo di elaborare per ogni tematica una proposta di programma che sottoporremo al candidato leader, che sosterremo se farà del nostro programma, una colonna portante del suo.

Le tematiche, i nodi che vogliamo sciogliere, sono:

Democrazia incompiuta- il nostro Paese che si priva di fatto di competenze ed esperienze delle donne nella vita pubblica, con conseguente grave danno per l’intero sistema sociale, politico ed economico.

Lavoro e politiche sociali- La crisi del lavoro rivelatrice di un disagio profondo che investe il sistema stesso del lavoro concepito esclusivamente su ritmi produttivi ed economici.

Ambiente- La devastazione della madre terra a opera di politiche messe in atto da una classe dirigente quasi del tutto priva della sensibilità e dell’esperienza femminile.

Donne violenza e pratiche non violente- La recrudescenza della violenza sulle donne generata dalla mercificazione del corpo femminile e da un linguaggio sessista che sostiene l’idea della sopraffazione e del potere come
base di ogni relazione.

Cultura e agenzie educative Un gravissimo arretramento culturale che si evidenzia particolarmente nella scuola e nell’università ma che si ripercuote su tutta la filiera educativa e valoriale.

Legalità giustizia e laicità-
Cito l’ Art. 3 per sottolineare quanto sia necessario un serio impegno da parte di tutte le forze politiche per iniziare una reale rimozione degli ostacoli di ogni ordine, compresi quelli legati alle pratiche clientelari e di corruzione, affinchè la legge sia veramente uguale per tutti.
“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”

A coordinare i vari gruppi stiamo contattando nomi di personalità competenti nei settori specifici.
Tana de Zulueta, giornalista internazionale, ex deputata dell’Ulivo, ha partecipato con noi alla conferenza stampa che abbiamo tenuto a alla sala stampa della Camera dei deputati il 29 novembre ed è la portavoce del gruppo “Democrazia incompiuta”.
Ci sono poi associazioni che hanno già deciso indipendentemente dalla nostra richiesta, di condividere il nostro Manifesto e che ci stanno contattando per partecipare più attivamente.
Io come referente regionale, sto contattando persone e associazioni per organizzare un incontro pubblico, presumibilmente a Bologna.
Insomma Rete delle donne per la Rivoluzione Gentile ha intenzione di AGIRE per ripulire questo paese dal fango. Lo vogliamo fare, insieme alle persone che amano questo paese
E quando noi donne ci mettiamo a pulire… si sa…. Siamo delle specialiste…oltretutto siamo quasi 30 milioni… dovremmo fare anche presto se ci mettiamo subito al lavoro…

Chiudo con due citazioni:

“La condizione della donna è la misura della civiltà di un paese e calpestarne la dignità è l’umiliazione di un paese”

-Krishnamurti-
“Lo sforzo è una distrazione da ciò che è. Nel momento in cui accetto ciò che è, non c’è lotta. Ogni forma di lotta o di contesa è un indice di distrazione; e la distrazione, che è sforzo, esisterà necessariamente fino a che io desidero trasformare ciò che è,
in qualcosa che non è.”

Allora … DISTRAIAMOCI, insieme, per trasformare il sogno in realtà.

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