index

Il decreto milleproroghe introduce la violazione della Privacy per le coppie che fanno pma

Il decreto milleproroghe proroga al 30 aprile 2011 il termine entro cui l’Istituto superiore di sanità predispone la relazione annuale per il ministro della Salute in base ai dati raccolti sull’attività delle strutture autorizzate, con particolare riferimento alla valutazione epidemiologica delle tecniche e degli interventi effettuati. Prevede inoltre che le strutture autorizzate all’applicazione delle tecniche di procreazione medicalmente assistita (Pma) inviino i dati richiesti al ministero della Salute.

Cosa vuol dire?

Spiega l’avvocato Filomena Gallo, presidente dell’associazione e vicesegretario dell’Associazione Luca Coscioni per la liberta’ di ricerca scientifica:

Il Governo usa il decreto Milleproroghe sia per togliere competenze stabilite per legge al Registro Nazionale sulla Procreazione Medicalmente Assistita (PMA), che già raccoglie dati per valutare efficienza ed efficacia dei trattamenti, sia per attribuire al Ministero della Salute il potere di richiedere senza alcun limite ai centri di fecondazione il nome e cognome delle persone che si sottopongono alla fecondazione, dando così libertà al Governo di conoscere ogni dettaglio personale di chi ricorre a queste tecniche. Questa è una violazione della privacy delle coppie infertili, non supportata da nessuna norma nazionale o comunitaria, ma solo giustificata dall’ostinazione di un Governo a voler impedire in ogni modo il ricorso alla fecondazione assistita a coppie che desiderano avere un figlio. Il Garante della Privacy già nel 2005 ha chiarito che i dati delle coppie devono essere anonimi e che non puo’ essere istituito il registro dei bambini nati da fecondazione assistita. Abbiamo per troppe volte assistito a dichiarazioni di esponenti di Governo che preannunciavano l’intenzione di attivare il registro dei nati da PMA ed effettuare un controllo su ogni singolo intervento di fecondazione assistito delle coppie infertili. Oggi con un atto di forza, utilizzando lo strumento del decreto mille proroghe, il Governo che non puo’ introdurre nuovamente i divieti che sono stati cancellati dalla Corte Costituzionale nella Legge 40, introduce subdolamente la violazione della Privacy creando un ulteriore deterrente all’accesso a tecniche di fecondazione per le coppie e i nati. Siamo pronti – conclude – ad impugnare in ogni sede le norme che saranno emanate in violazione della privacy di tante famiglie italiane“.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *